martedì 4 aprile 2017

Il passo base e l'energia della terra

Corri e il tempo fuggirá davanti a te come una farfalla,
vai piano e ti seguirá come un bue mansueto (antico proverbio indiano)

Il passo base é il fondamento dei 13 sigilli.
Non lo si ripeterá mai abbastanza.
Nel percuotere il piede sul terreno si riceve una risposta di ugual forza e verso contrario che si trasmette per tutto il corpo.
Per questo diventa importante svolgere l'intera struttura del nostro corpo in un lieve movimento a spirale che riporti in posizione frontale le due anche, tenendo conto che i due piedi non sono completamente affiancati, ma uno é lievemente retrocesso rispetto all'altro.
In questo modo, dopo la percussione a terra, nella fase di lieve sollevamento e dispiegamento delle gambe (mai fino all'iirigidimento delle ginocchia, mi raccomando), il corpo e la spina dorsale in particolare, descrivono un lieve movimento a spirale ascendente che coinvolge tutte le giunture (caviglie, ginocchia, anche, bacino, spalle e collo).

Se il movimento é corretto abbiamo la netta sensazione di un flusso energetico interno che scorre rapidamente lungo tutto il corpo fino alla sommitá della testa. Si avverte una sensazione quasi di lieve formicolio piacevole, come quando siamo avvinti da un'emozione positiva e pervasiva.

Tale dinamica la si avverte in particolare quando eseguiamo il passo base con movimento ultra rallentato. Sembra un paradosso in quanto in quella situazione la spinta che riceviamo dal terreno non sembrerebbe tale da giustificare la presenza di questo effetto positivo, eppure entra in gioco anche un altro fattore: la visualizzazione dell'energia che sale attraverso il corpo e si trasmette a tutte le sue parti fino alla sommitá del capo.

Potrebbe anche non arrivare subito, potrebbe essere necessario provare e riprovare diverse volte, tantissime volte prima di arrivare alla percezione del flusso di energia che scorre perché si é realizzato il moviimento corretto.

Una volta che si sará riuscito ad avvertire questo effetto allora, potremmo dire, che non si smetterá piú di desiderarne ancora: si tratta di una piacevolissima situazione nella quale il movimento del nostro corpo comunica armonia anche alla nostra mente.

Il sigillo va visto quindi come uno sviluppo successivo del passo base.

SI potrebbe veramente fare un ciclo intero di lezioni solo sul passo base per imparare a percepire sempre meglio l'energia che si distribuisce per tutto il corpo e lo illumina internamente di nuova vitalitá.

Il movimento delle braccia e della parte superiore del corpo, che realizzano il sigillo rappresentano la realizzazione concreta di un flusso di energia che chiede di uscire da qualche parte.
Noi possiamo visualizzare l'energia che, partendo dalla terra, esce dal nostro capo, ma anche dalle nostre mani, mentre eseguiamo il sigillo.

Ecco perché ritengo opportuno insistere molto sull'esecuzione ultra rallentata dei singoli sigilli. Dobbiamo diventare il movimento in ogni istante della nostra esecuzione. E' come entrare in un altro modo di vedere le cose; il tempo stesso si rallenta e comincia a seguirci come "un bue mansueto" (tratto da un antico proverbio indiano).
Iin questo modo abbiamo il tempo (ci diamo il tempo) di osservare il movimento nel nostro corpo, in ogni istante. Impariamo cosí a vedere i momenti di incertezza non con l'affanno di chi deve per forza essere perfetto, ma con la tranquillitá di chi sa che ha tutto il tempo a disposizione per lavorarci su, per migliorare.

Ecco la grande rivelazione di questa pratica, dello Sri Murni, quando lo eseguiamo in modalitá ultra rallentata: siamo qui, nel presente, per realizzare la forma migliore che ci é concesso realizzare, con quello che conosciamo, con quello che siamo.

La bellezza del movimento nasce dall'esserci stesso del movimento, del corpo che si fa strumento di crescita interiore e ci consente di sperimentare nel profondo l'idea di armonia.

Ecco ció che per me vuol dire meditazione dinamica.

Buono Sri Murni a tutti

lunedì 3 aprile 2017

Il Kuncì per la meditazione yoga

Chi di voi pratica yoga?
Chi di voi ha provato o la posizione dell'eroe o quella del loto?
Vi siete mai trovati nella situazione di avere la schiena ricurva, dopo alcuni minuti di mantenimento di una delle due posizioni citate prima?

A me é capitato spessissimo e questo é sempre stato uno dei motivi che mi portava a preferire altre posizioni, che mi evitassero il dover mantenere per molto tempo le gambe (variamente) incrociate.

Uno degli errori che spesso vengono segnalati, in particolare per la posizione dell'eroe, cioé quella posizione dove una sola caviglia sta sopra all'altra gamba, é quello di contrarre i muscoli interni delle gambe, come riflesso condizionato dalla necessitá di evitare di scivolare con il corpo all'indietro.
Quindi, o ci si curva in avanti oppure si tendono i muscoli inguinali per evitare di perdere la verticalitá della spina dorsale. Ma cosí facendo si perde uno dei benefici essenziali di questa posizione: il pieno controllo del corpo e il suo totale allineamento verticale.

Ho provato ad applicare il Kuncí mentre assumevo la posizione dell'eroe e ho avuto una serie di piacevoli sorprese:
  1. la mia colonna vertebrale rimaneva ben allineata;
  2. i miei muscoli interni delle gambe non erano contratti;
  3. non mi faceva male la schiena;
  4. non mi sono stancato durante tutto il tempo di mantenimento della posizione.

Sono infatti riuscito a mantenere tale posizione per 30 minuti esatti.

Il Kuncí va mantenuto per tutto il periodo di assunzione dell'asana, facendo di tanto in tanto qualche pausa per decontrarre le pelvi. In questo modo si esercita un benefico massaggio sugli organi interni potenziando anche il fuoco interno intestinale, grazie proprio alla respirazione associata alla pratica del Kuncí stesso.

Nella posizione dell'eroe si percepisce poi in maniera chiara quell'ipotetico "palloncino" che dobbiamo gonfiare nelle 6 direzioni e che si trova all'altezza delle nostre pelvi.
Piú si riesce a percepire questa cosa e a realizzare il movimento respiratorio adeguato, e piú l'intero nostro corpo diventa capace di mantenere tale posizione per un tempo notevole, trasformandosi in un unico blocco granitico, ma nello stesso tempo, dinamico.

La respirazione si fa piú profonda, consapevole e mirata al raggiungimento di una perfetta integrazione di tutte le parti del nostro corpo. Si ha quasi la sensazione che tutto il nostro corpo partecipi attivamente (come in effetti é...) al processo della respirazione.

Le braccia, appoggiate dolcemente sulle ginocchia diventano cosí gli elementi di completamento della posizione, dandoci la dimensione nello spazio, del nostro corpo. Percepiamo il contatto delle mani, dei polsi con le ginocchia. Sentiamo la connessione dinamica fra polsi, braccia e spalle con tutto il resto del corpo, ogniqualvolta si respira. Ecco allora che ci si concentra (dopo alcuni minuti) maggiormente sulla respirazione, quasi a consolidare sempre piú, l'intero assetto virtuoso che ha assunto il nostro corpo nell'asana.

Dopo i miei 30 minuti, la mente era rilassata, vigile e aperta. Il torace e tutti gli organi interessati dalla pratica respiratoria godevano di una piacevole sensazione di freschezza e vitalitá. L'addome e le pelvi erano piacevolmente massaggiate e rinforzate.

Ricordo solo che il Kuncí prevede che si mantenga l'espansione della parte bassa dell'addome anche durante l'espirazione. Se questo da un lato richiede un certo allenamento, dall'altro fornisce un ottimo supporto alla pratica meditativa che spesso viene associata all'esecuzione di questa asana. Infatti la pratica costante del Kuncí per tutto il periodo di immobilitá nell'asana, consente di potenziare la concentrazione sulla respirazione, aiutando cosí la mente a distogliere le sue energie e la sua attenzione da cose "altre" e futili.

Come sempre l'elemento fisico, corporeo, aiuta a rasserenare la mente e a permetterle di indirizzare le proprie energie verso una migliore gestione di ogni sistema del nostro organismo.
 
Buono Sri Murni a tutti!
cyberpanc 

sabato 1 aprile 2017

Kunci e Tembak nella camminata

Chi di voi pratica la camminata? Quella semplice, fatta principalmente per sgranchire le gambe, respirare aria buona e distogliere lo sguardo e la mente dagli impegni e dalle tensioni della quotidianitá.

Ora che le giornate si stanno facendo piú soleggiate e le ore di luce a disposizione stanno aumentando, sarebbe veramente un peccato non sfruttare questa occasione per stare in mezzo alla natura e riappropriarci di una delle fondamentali esigenze dell'essere umano: stare all'aria aperta e respirare a pieni polmoni.

Ultimamente ho ripreso anche io a camminare (di passo deciso e cadenzato) e ne ho da subito assaporato gli innegabili vantaggi:
  • diversi piccoli disturbi fisici sembrano evaporati alla luce del sole,
  • la percezione del piacere fisico di potersi muovere in maniera armoniosa é impagabile, 
  • il piacere del respirare a pieni polmoni e sentire l'effetto corroborante di questa iniezione di ossigeno sul nostro corpo é impagabile.

Come molti di voi faranno, mentre svolgono attivitá fisica, anche io mi sono messo un paio di cuffie e mi sono ascoltato una musica adatta al mio passo di camminata.
In questo caso avevo a disposizione questo brano che vi segnalo. Non si puó certo dire che sia uno di quei brani che spesso vengono associati all'attivitá fisica all'aria aperta, ma siccome mi é utile anche durante le mie sessioni di Sri Murni e ha un ritmo ben cadenzato, ho deciso di utilizzarlo per le mie sessioni di camminata.

Ecco il link su Youtube: https://youtu.be/256jV9x_Kzo

Ovviamente potete scegliere qualunque altro brano, che riterrete piú adatto per la vostra attivitá all'aria aperta.
Quello che mi interessa condividere con voi in questo post riguarda l'utilizzo del Kuncí e del Tembak nella camminata.

Quando si cammina con un certo ritmo e si ascolta una musica che naturalmente ci spinge a mantenere tale ritmo, anche la respirazione va adeguata alla scansione che si siamo dati: tanti passi per l'inspirazione, tanti per l'espirazione. La regolaritá del respiro aiuta l'attivitá nel suo complesso a restituirci il massimo vantaggio.

E fin qui siamo tutti d'accordo.

L'aspetto innovativo che intendo proporvi é quello di utilizzare il Kunci (per brevi tratti del percorso) e fare pratica con il Tembak, proprio mentre espirate.
Come abbiamo detto altrove, il Tembak si puó descrivere come una piccola esplosione, un piccolo sparo.
A livello di respirazione corrisponde a un'emissione fulminea e percussiva di poco fiato, durante l'espirazione. Un po' come se si mimasse un colpo di tosse controllato, ma facendo uscire l'aria dalle narici.

Come applicare Kuncí e Tembak alla camminata?
Durante i passi in cui inspiriamo, concentriamo la nostra attenzione sull'espansione della parte bassa dell'addome (zona pelvica) e nei passi che riserviamo all'espirazione produciamo (ogni volta che appoggiamo un piede per terra, un rapido colpo di Tembak, con emissione di fiato dalle narici.

Potremo cosí rilevare i seguenti benefici, rivolti sia alla pratica dello Sri Murni, che al benessere generale del nostro organismo:

- rendiamo ancora piú naturale l'esecuzione del binomio Kuncí-Tembak in un contesto non di allenamento misurato e lento (come magari siamo abituati a svolgere durante le sessioni di Sri Murni). Questo beneficio ci sará piú evidente quando ci occuperemo dell'esecuzione veloce e con fini di difesa personale dei 13 sigilli;
- aumentiamo l'ossigenazione profonda del corpo concentrando la nostra attenzione sulla parte bassa dell'addome: tale parte, nell'esecuzione del Kuncí si espande sempre piú aumentando la quantitá di ossigeno che introduciamo nel nostro organismo;
- miglioriamo la coordinazione e la capacitá di concentrare la nostra attenzione sulla pratica del Kuncí in quanto abbiniamo tale pratica alla camminata. Questo dovrebbe renderci sempre piú possibile l'esecuzione del Kuncí anche in contesti e situazioni altre (mentre siamo al lavoro, mentre camminiamo per strada, mentre parliamo con qualcuno, ecc...)

Il Kuncí ha innegabili ricadute positive su tutte le nostre attivitá.
Basterebbe infatti l'approfondimento di questa sola pratica per giustificare un maggior interesse verso lo Sri Murni, in quanto emerge sempre piú, al giorno d'oggi, l'esigenza di (ri)acquisire una ritrovata consapevolezza interiore e corporea a fronte di ritmi di lavoro e gestione dei rapporti interpersonali spesso contraddistinti da caoticitá e affanno.

In attesa di vostre osservazioni e commenti, buona camminata e buono Sri Murni a tutti!

cyberpanc

La metafora dell'albero

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