lunedì 17 aprile 2017

Il "flow" nello Sri Murni

Cos'é il "flow"?
Negli anni '70, uno psicologo americano, M. Csikszentmihalyi, ha cominciato a utilizzare l'espressione Flux (e poi) Flow, per descrivere una serie di esperienze interessanti, significative che spesso i grandi atleti delle piú disparate discipline provavano, durante le loro performances.
Si parlerá poi (ad opera dello stesso Csikszentmihalyi) di "esperienza ottimale".
La possiamo descrivere come una situazione psicologica in cui  la persona é completamente assorbita dal compito che sta svolgendo cosí da dimenticarsi anche del tempo che sta passando. In tale situazione la persona prova un intenso benessere psicofisico unito a prestazioni eccellenti.

Tutte le volte che noi osserviamo i bimbi piccoli durante il gioco abbiamo la possibilitá di renderci conto di cosa significa essere in flow: i bimbi, durante i giochi, sono totalmente concentrati in ció che stanno facendo e tutto ha un preciso significato all'interno della loro attivitá.

Questa situazione la possiamo sperimentare anche da grandi tutte le volte che siamo come rapiti da ció che stiamo facendo o guardando tanto da non renderci conto del tempo che é passato. Alcuni esempi:
  • un gioco con i nostri figli che ci coinvolge particolarmente;
  • uno spettacolo naturale di fronte al quale rimaniamo estasiati e in contemplazione;
  • mentre siamo concentrati totalmente sull'attivitá che stiamo svolgendo gustandoci ogni sua fase;
  • mentre siamo insieme a una persona con cui siamo in piena sintonia;
  • quando eseguiamo la serie dei 13 sigilli dello Sri Murni senza pensare ai vari passaggi singolarmente;

Csikszentmihalyi ci ricorda infatti che una delle caratteristiche del flow (dell'esperienza ottimale) é "l'assenza di auto-osservazione giudicante", cioé quel dialogo interno fra un io che agisce e un io giudicante che esamina ogni movimento ed esprime giudizi di valore.

Quando sono immerso nel flusso dei 13 sigilli, non mi fermo a pensare "adesso faccio questo..." o " mmmhhh, non é venuto bene questo sigillo..." ecc...
Quando sono nel flusso dell'esperienza ottimale dello Sri Murni la mia attenzione si focalizza sul Kunci, sulla respirazione che é in costante sintonia con il movimento. Possiamo infatti dire che il movimento segue la respirazione, ne é una diretta emanazione.

Lo stato di Flow ci permette di svolgere i sigilli senza soluzione di continuitá, come se fossero un unico movimento.
Infatti, se ci pensate, la posizione finale di ciascun sigillo permette di passare agevolmente, senza interruzione del flusso del movimento, al sigillo successivo.

Potremmo anche realizzare una modalitá particolare di esecuzione dei 13 sigili, dove non vi sia cesura fra ogni singolo sigillo e dove la percussione e il successivo colpo operato con la parte superiore del corpo siano armonizzati in un tutt'uno, senza scatti o stop di qualunque sorta.
In questo caso lo Sri Murni assume piú i connotati di una danza, di un flusso motorio in cui unico vero movimento é quello della respirazione (inspirazione-espirazione). Il Kunci diventa il fulcro attorno al quale ruota tutta la pratica.

La sensazione che si prova in questo caso é di notevole benessere psicofisico in quanto é tutto il nostro corpo a partecipare a questo flusso motorio e vengono messe da parte tutte le possibili preoccupazioni di carattere esecutivo.

Risulta ovvio che questa modalitá di esecuzione riuscirá piú facile quando la serie dei 13 sigilli sará diventata parte integrante del mio corredo di movimenti conosciuti. Non devo infatti bloccarmi in alcun modo, per esempio, per chiedermi "quale sigillo devo fare ora?"

Se non ci sentiamo sicuri di poter eseguire senza pensarci l'intera serie dei 13 sigilli, possiamo limitarci a eseguire uno o due sigilli insieme, ripetendo fino alla fine tale mini serie. Potremmo scegliere due sigilli che che si appaiano facili da eseguire in continuitá di movimento.
Alcuni esempi:
  • 4 sigillo + 5 sigillo
  • 1 sigillo + 8 sigillo
  • 2 sigillo + 5 sigillo
  • 6 sigillo da solo
  • 7 sigillo da solo

Queste sono solo alcune delle possibili combinazioni che si possono utilizzare per sperimentare il flow durante l'esecuzione dello Sri Murni.

In questo caso la nostra attenzione sará concentrata sempre piú (durante le varie serie che decidiamo di eseguire) sulla sensazione stessa di flusso, come se si trattasse di un fiume (il nostro movimento) che non intendiamo interrompere in alcun modo.
I movimenti saranno all'insegna della delicatezza, della fluiditá e dell'armonia del tutto.
Si tratterá di un'esecuzione quasi rallentata (o anche a velocitá normale) dove l'obiettivo é quello di integrare al massimo i movimenti di ciascun sigillo in un unico fluire.

La sensazione di pieno benessere psicofisico deriva in massima parte da queste premesse.

Buono Sri Murni a tutti
cyberpanc

mercoledì 12 aprile 2017

Visualizzazioni utili nella pratica dello Sri Murni

Date un'occhiata a questa immagine qui sotto:



Si tratta della rappresentazionen grafica di un toroide (la forma geometrica che vedere riprodotta con le linee curve bianche.  In realtá ve ne sono due, di toroidi, uno dentro l'altro e il centro di questo campo di forze (alcuni parlano di vero e proprio campo elettromagnetico generato dagli impulsi elettrici) é il cuore.

Ora io mi fermo qui. Non sono interessato in questa sede ad approfondire questo discorso dei campi elettromagnetici toroidali.
Mi preme sottolineare che, sul piano meditativo, la visualizzazione di questo toroide che ci circonda continuamente, come se fossimo immersi in una ciambella di forze, puó essere estremamente efficace nella pratica dello Sri Murni.

La visualizzazione all'interno della pratica meditativa
Quando ci apprestiamo a meditare, possiamo farlo in diversi modi.
Possiamo concentrarci sul nostro respiro e osservare l'aria che entra ed esce dalle nostre narici, dal nostro corpo. In questi casi ci viene spesso consigliato di visualizzare l'aria pura che entra e le scorie che vengono poi liberate con l'espirazione. Visualizziamo cosí l'effetto disintossicante e rivitalizzante della nostra respirazione.

Possiamo concentrarci sul flusso ininterrotto dei nostri pensieri, non tanto con il proposito di arrestarlo (sarebbe, in molti casi, assai arduo, quasi come pretendere di fermare il vento con le mani), quanto con l'obiettivo di visualizzarli (i pensieri) come se fossero nuvole che scorrono nel cielo azzurro. Nessuna di essere sará oggetto di particolare attenzione da parte nostra, ma osserveremo quindi il loro fluire nella nostra mente cosí come osserviamo il passaggio delle nubi nel cielo in una meravigliosa giornata ventosa.

Visualizzazione e Sri Murni
Uno dei momenti in cui possiamo applicare la visualizzazione é il saluto iniziale, quello che si esegue ogni qualvolta si comincia la pratica dei 13 sigilli (in qualunque forma decidiamo di eseguirli).
Anche in questo video (https://youtu.be/9jSrW1IX9Cs) esplicativo dell'intera serie dei 13 sigilli si vede chiaramente (all'inizio del video stesso) il saluto: partendo dalla posizione eretta (piedi uniti), con le braccia lungo il corpo, inspiriamo e solleviamo le braccia distese lungo i fianchi fino a portare le mani in alto (sempre con le braccia distese) sopra la nostra testa.
Non interrompendo in alcun momento il movimento, facciamo scendere (ora piegando i gomiti) le braccia lungo l'asse centrale del corpo, unendo nel contempo i palmi delle mani nel gesto universale della preghiera.
In questo movimento discendente, si trattiene il respiro fino a che le mani non sono scese a livello del cuore. Da quel momento, proseguendo la discesa delle braccia (a un certo punto le mani si staccheranno l'una dall'altra), si espira e, contemporaneamente si divarica leggermente la gamba sinistra portando i piedi allineati con le spalle.
La posizione finale sará quella eretta, con gambe leggermente divaricate e braccia di nuovo lungo il corpo.

Il movimento che abbiamo descritto disegna in effetti un toroide nell'aria, o per lo meno, possiamo immaginare che le nostre braccia siano passate all'interno dello spazio disegnato dalla sovrapposizione di quei due toroidi che sono raffigurati nell'immagine all'inizio dell'articolo.

Durante l'esecuzione del saluto, possiamo cosí aiutarci con la visualizzazione di questo movimento lungo il toroide, che non é solo un ipotetico campo energetico (per quanto testimoniato dall'effettiva attivitá elettrica del cuore e del cervello), ma una forma che possiamo dare al nostro pensiero, alle immagini che visualizziamo nella nostra mente per comprendere meglio il flusso di energia, la direzione del movimento e della respirazione che stiamo eseguendo in contemporanea, in quel momento.

La visualizzazione di questo toroide ci aiuta cosí a percepire piú distintamente le linee di esecuzione corretta del movimento, ma, nello stesso tempo, la direzione del nostro respiro in relazione al movimento stesso (inspirazione nella fase ascendente, trattenimento del respiro nella prima fase discendente e, infine, espirazione, dalla posizione delle mani vicino al cuore, fino alla fine del saluto).

Visualizzare questo toroide aiuta anche nell'esecuzione stessa del passo base, a percepire il corretto allineamento della colonna vertebrale e di tutto il nostro apparato scheletrico, non solo per evitare di incorrere in fastidiosi dolorini alle articolazioni (derivanti da questo mancato allineamento), ma per avvertire maggiormente il flusso di energia e di benessere che si diffonde lungo tutto il corpo, fino alla sommitá del capo, quando lo stesso passo base sia eseguito correttamente.
 
Se richiamiamo alla nostra mente i movimenti introduttivi di diverse discipline orientali (penso qui solo al Tai Chi e al Qi Gong), possiamo anche in questi casi inscrivere tali movimenti all'interno di un toroide di forze che circonda il corpo del praticante.

Lascio ad altri il compito di indagare sui riscontri oggettivi che tale campo magnetico possa avere e manifestare. A me preme solo sottolineare l'importanza della visualizzazione per una corretta esecuzione di molti dei movimenti dello Sri Murni.

Buono Sri Murni a tutti 
cyberpanc

mercoledì 5 aprile 2017

Armonia del movimento, armonia interiore

Una delle grandi domande che mi hanno sempre affascinato è stata quella di definire se era possibile o meno avere delle conseguenze interiori dalla realizzazione di gesti, movimenti, atteggiamenti esteriori.
Qualcuno potrebbe semplificare il tutto chiedendosi: "l'abito fa (o non fa) il monaco?"

Nella mia pratica frequente dello Sri Murni, del Tai Chi e dello Yoga, sarei portato a confermare la possibilità che a movimenti armoniosi e lenti corrisponda poi, di riflesso, una pace e una serenità interiore acquisita con l'esercizio costante. Ma so che le variabili in gioco sono veramente tante.
Io posso anche terminare la seduta di allenamento con il meraviglioso sorriso rilassato, ma se mi si ripresentano subito dopo le condizioni, le situazioni (o a volte, purtroppo, le persone) che mi creano nervosismo, agitazione o spossatezza, eccomi di nuovo ripiombare in qualche schema mentale poco efficace.

Allora è tutto vano?
Allora non esiste questo effetto "magico" delle discipline orientali che ci permette di vincere le situazioni spiacevoli della vita?

Si e no.
Sì, non esiste questo effetto "magico", se per magico intendiamo una formuletta, un giochino che, fatto una volta, ci permette di risolvere (magicamente, appunto) tutti i nostri problemi.
Non esiste anche perché abbiamo a che fare con abitudini radicate nel nostro subconscio, schemi mentali, opinioni a volte proprio "fossilizzate" su noi stessi e sulla nostra capacità, o meno, di saper risolvere con modalità alternative le situazioni difficili.

Ma anche no. Esiste questa possibilità.
Ma da un altro punto di vista.
Esiste la possibilità di "riaggiustare il tiro" ogni volta che ci rendiamo conto di essere ricaduti nelle cattive abitudini.
Il movimento armonioso del corpo richiama tutto noi stessi a questa grande verità:

siamo il frutto delle tante piccole azioni che ripetiamo tutti i giorni.

Possiamo cambiare le piccole azioni.
Possiamo cominciare a ripeterle ininterrottamente, tutti i giorni.
Possiamo creare nuove abitudini. Più armoniose, più armoniche, più in consonanza e in risonanza con il nostro "meglio", con la versione migliore di noi stessi.

Possiamo realizzare così tante volte l'armonia del corpo, gustare la piacevole realtà del benessere psicofisico derivante dalla pratica di discipline rigeneranti, che la nostra mente comincerà a desiderare sempre più di sperimentare, durante il giorno, queste sensazioni, questa condizione esistenziale di sano rispetto per i ritmi del proprio corpo.
Quindi una virtù non da raggiungere per "dovere", ma perché nulla ci diventa più desiderabile della virtù stessa.

Possiamo imparare a concedere al corpo il tempo necessario per fare le cose fatte bene.
Possiamo imparare a vedere gli impegni come esercizi da eseguire al meglio, senza la foga dell'efficientismo o la fuga del procrastinatore incallito.

Possiamo farlo, tutti i giorni. Non facendoci ossessionare neanche dal desiderio di vedere subito gli effetti dei nostri sforzi.
Il frutto della nostra attività si rivelerà da sé, come la pianta che viene lasciata crescere senza forzare il tempo, i suoi tempi.

Ogni momento è un'occasione per il Kuncì.
Ogni istante vissuto nel Kuncì è un momento di consapevolezza interiore potenziata.
Ogni attività realizzata con la mente disciplinata dalla corretta respirazione e dall'armonia dei movimenti è un'attività ben fatta.
Ogni giornata vissuta in questa ricerca di maggior consapevolezza e di maggior armonia diventa un altro passo in questo viaggio, che avrà una destinazione (che non conosciamo), ma che ora, in questo momento, in questo istante, viene vissuto in pienezza.

Ogni istante, un'occasione.
Ogni attività, un'opportunità.
Ogni esito, un risultato.
Sempre, anche quando falliamo, anche quando non va come desideriamo che vada.
Un risultato da riprendere in mano e da migliorare, anche se di poco.

Anche se impercettibilmente.
Ascoltando il proprio corpo, la propria mente, il proprio cuore.
Agendo per il bene, proprio e delle altre persone.

Buono Sri Murni a tutti
cyberpanc

La metafora dell'albero

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