martedì 10 agosto 2021

La dinamica colpisci - fai scorrere

 Ciao a tutti,

questa mattina, mentre praticavo Sri Murni, ho realizzato che ciascun sigillo esprime una dinamica che può essere definita come "colpisci" oppure come "fai scorrere".

Nello specifico ho verificato questo:

  1. ° sigillo: colpisci
  2. ° sigillo: colpisci
  3. ° sigillo: fai scorrere
  4. ° sigillo: colpisci
  5. ° sigillo: colpisci
  6. ° sigillo: fai scorrere
  7. ° sigillo: colpisci
  8. ° sigillo: colpisci
  9. ° sigillo: colpisci
  10. ° sigillo: colpisci + fai scorrere
  11. ° sigillo: fai scorrere:
  12. ° sigillo: colpisci
  13. ° sigillo: colpisci


All'inizio ero portato a cercare in questa alternanza una certa regolarità, ma ho smesso di seguire questo pensiero. Mi interessava piuttosto rendere questa evidenza (ci sono sigilli che permettono di colpire direttamente chi attacca e altri che consentono, sfruttandone l'energia, di farlo scorrere via, in vari modi).

Così, dopo i primi due sigilli, dove si colpisce da sotto e frontalmente, abbiamo il 3° sigillo, con cui si fa scorrere lateralmente. Si riprende a colpire di lato con il 4° e il 5° sigillo (prima un lato per volta e poi contemporaneamente) per far scorrere in rotazione con il 6° sigillo.

Seguono poi 3 sigilli con cui si colpisce (prima di lato, con il 7°; poi frontalmente con l'8° e infine laterlamente, ma in contemporanea sui due lati con il 9° sigillo)

Il 10° sigillo rappresenta una sintesi delle due dinamiche. Così come, nella sua descrizione si fa riferimento all'unione "fra il Cielo e la Terra", così avviene nella gestualità e nella dinamica: la mano che rappresenta il Cielo fa scorrere mentre la mano, che carica dal basso con il pugno e che rappresenta la Terra, colpisce.

Con l'11° sigillo si riprende la sequenza "2 colpisci e 1 fai scorrere" (in questo caso su un solo lato).

Gli ultimi due sigilli (12° e 13°) colpiscono entrambi frontalmente.

Se ci avete fatto caso, da questa priima descrizione emerge anche un altro aspetto che potremmo andare a verificare: l'alternanza di colpi frontali, laterali - da un solo lato o contemporanei.

L'elenco precedente, quindi andrebbe arricchito con altri simboli (F = frontale; L = laterale; S = singolo; C = contemporaneo, da entrambi i lati). Vediamo qual è il risultato:
° sigillo: colpisci (F - C)
  1. ° sigillo: colpisci (F - C)
  2. ° sigillo: fai scorrere (L - S)
  3. ° sigillo: colpisci (L - S)
  4. ° sigillo: colpisci (L - C)
  5. ° sigillo: fai scorrere (L - C)
  6. ° sigillo: colpisci (L - S)
  7. ° sigillo: colpisci (F - C)
  8. ° sigillo: colpisci (L - C)
  9. ° sigillo: colpisci + fai scorrere (L - C)
  10. ° sigillo: fai scorrere: (L - S)
  11. ° sigillo: colpisci (F - C)
  12. ° sigillo: colpisci (F - C)


Non bisogna per forza trovare delle regolarità o delle simmetrie. Di sicuro si può notare che la serie dei 13 sigilli dello Sri Murni comincia con due colpi e termina con altri due colpi, entrambi frontali ed eseguiti contemporaneamente con le due mani. Sicuramente questo può suggerire una circolarità anche nelle dinamiche del corpo pensate dai maestri che hanno messo a punto la sequenza.

In un altro post, se vi ricordate, ho messo in evidenza che ogni movimento finisce per integrarsi con il successivo in un fluire costante. Abbiamo a questo proposito suggerito una modalità specifica di esecuzione dei sigilli che mettesse in evidenza proprio questa fluidità profonda all'interno della serie.

Tenere presente a se stessi questi ulteriori elementi, caratteristiche dei vari sigilli, durante la pratica, non fa altro che arricchire l'esperienza della pratica stessa. 

In fin dei conti a cosa serve praticare Sri Murni? A fare esercizio di presenza a se stessi, durante il giorno, nei momenti in cui si ha la possibilità di dedicarsi un po' alla cura della propria interiorità, quando si sente l'esigenza di staccarsi dalla morsa delle incombenze quotidiane, che possono finire, in certi casi, per sopraffare il nostro corpo e la nostra mente, costringendoci ad arrancare, durante la giornata, senza più nemmeno sapere o riconoscere il senso di tutte le nostre fatiche.

Abbiamo, in ogni caso, il dovere di far riposare il corpo e la mente, ogni tanto. Lo Sri Murni aiuta a fare questo in maniera semplice, gentile, efficace, ovunque ci troviamo (visto che non è necessario tanto spazio per la pratica e non sono richiesti abbigliamenti particolari, ma che permettano un comodo fluire del movimento e non ostacolino la respirazione funzionale al mantenimento del Kunci).

Buona pratica!

venerdì 28 aprile 2017

Quando praticare Sri Murni?

In tutta sinceritá, se dovessi rispondere spontaneamente a questa domanda, mi verrebbe da dire "al mattino e al pomeriggio, tutte le volte che se ne ha la possibilitá", ma so che la maggior parte delle persone non ha questa disponibilitá di tempo.

Allora proviamo a definire alcune strategie e fasce orarie che ci possono permettere di praticare Sri Murni con efficacia.

Al Mattino, appena alzati
Se siete mattinieri, come il sottoscritto, vi conviene fissare un orario quotidiano per la pratica di almeno 15 minuti di Sri Murni.
Tenete conto che il corpo al mattino é piú freddo e soggetto a indolenzimenti, se non opportunamente riscaldato, per cui consiglio sempre di procedere per gradi, nell'esecuzione delle serie dei 13 sigilli.
Si potrebbe cominciare con almeno 2 serie eseguite in modalitá ultra lenta, appoggiando con cura e a fondo il piede per la percussione e facendo molta attenzione alla fluiditá e correttezza del movimento.
Mi raccomando a mentenere il focus sulla respirazione (tenendo il Kuncí) in modo da ossigenare bene il corpo durante l'esecuzione dei vari sigilli: inspirazione nel momento della preparazione alla percussione ed espirazione quando si appoggia il piede al suolo e si esegue il sigillo con la parte superiore del corpo.

Dopo almeno 2 serie svolte in questo modo, potete procedere anche a fare una coppia di serie in modalitá flow, per sciogliere ulteriormente il corpo e rendere ancora di piú il movimento fluido, cosí anche da percepire meglio il flusso di energia che scorre dal basso fin sopra alla testa.

Solo dopo potete eseguire con abbastanza tranquillitá una coppia di serie con vigorose percussioni e movimenti decisi, oppure allenarvi sul tono muscolare e procedere a coppie di serie eseguite secondo i principi della ginnastica isotonica. (ne trovate una spiegazione in questo post: http://ift.tt/2oTUtwa )

Al pomeriggio
Nel pomeriggio il nostro corpo ha giá lavorato per alcune ore e quindi possiamo procedere con una progresione piú stretta verso un'esecuzione delle serie dei 13 sigilli piú vigorosa e percussiva, anche se in qualunque sessione possiamo concentrarci su un aspetto particolare della pratica dello Sri Murni.

Un'interessante variante che vi propongo é quella di eseguire i 13 sigilli visualizzando costantemente la presenza di due corde, una appesa alla sommitá del nostro capo e una legata in vita che ci spinge verso il basso.

Immaginando queste due forze opposte che ci spingono verso due direzioni opposte, possiamo cosí eseguire ciascun sigillo in modalitá medio-lenta per concentrarci meglio sulla distensione della colonna vertebrale. In questo modo risulta piú facile sperimentare ondate di energia e di benessere che si dipartono dalle piante dei nostri piedi per arrivare fino alla testa.

Un minuto di getaran, al termine della sessione ci aiuterá a liberarci dalle tensioni eventualmente accumulate.

Alla sera
Lo Sri Murni praticato alla sera ci puó aiutare a fare pace con noi stessi, con la giornata appena trascorsa (nel caso ci fosse andato storto qualcosa) e ci consente di prepararci meglio alla fase del vero e proprio riposo.
In questo caso le ripetizioni delle serie saranno in modalitá ultra rallentata e, se possibile, ad occhi chiusi. Si puó anche accompagnare la sessione di Sri Murni con musica rilassante, a basso volume.
Si possono alternare serie eseguite in modalitá, lenta, ultra-lenta, ad occhi aperti, ad occhi chiusi, in modalitá flow, ecc. sempre peró evitando percussioni vigorose e colpi troppo violenti: non é la modalitá ideale per predisporci al riposo notturno.

E voi, quando ritenete piú adatto inserire nella vostra giornata una sessione di Sri Murni?
Scrivetelo nei commenti.

Buono Sri Murni a tutti
cyberpanc

 

venerdì 21 aprile 2017

Il mulino a vento e la resistenza al dolore

In diverse tradizioni di arti marziali orientali si insiste moltissimo sulla capacitá del praticante di saper resistere al dolore fisico.
Pensiamo solo alla lunghissima tradizione delle scuole di monaci Shaolin, con le loro pratiche e i loro allenamenti incredibili, volti a rendere i monaci capaci di sopportare il dolore fisico e, nel contempo, a rinforzare in maniera estrema tutte le giunture, i legamenti, i muscoli e ogni parte del corpo.
Il segreto sta sempre nel dominio della propria mente, nella capacitá di rendere il corpo, ma anche la mente forti e resistenti a qualsiasi sollecitazione esterna di carattere traumatico.

In questo articolo tratteró un argomento che puó apparire estraneo allo Sri Murni. Infatti, in piú occasioni il M.o Maltese ha sempre rimarcato che, nella pratica dello Sri Murni, ma anche in moltissime altre discipline fisiche, non bisogna mai andare nella direzione del dolore. Nel senso che se un muscolo o una parte del nostro corpo comincia a farci male, non dobbiamo insistere negli esercizi che hanno presumibilmente causato quel dolore: dobbiamo o cambiare modalitá (e questo capita di frequente nello Sri Murni) o cambiare esercizio o, addirittura, sospendere quel genere di esercizi per dare al corpo il tempo di recuperare.

Quindi i paragrafi precedenti potrebbero apparire in contrasto fra loro. Ma non é cosí.

In questo caso mi riferisco a una posizione  specifica dello yoga, il Mulino a vento.
Questa posizione rappresenta una sfida alla nostra capacitá di resistere al dolore fisico in quanto, pur nella sua semplicitá, richiede un impegno specifico e una determinazione incrollabile per permettere di ottenere buoni risultati.

Si tratta in definitiva di assume la posizione dell'uomo di Vitruvio di Leonardo, ovvero gambe divaricate, tronco ben allineato e perpendicolare al terreno con le braccia ben distese e aperte nelle due direzioni opposte e laterali al corpo. Le due braccia devono essere allineate con il terreno, quindi perfettamente orizzontali.
All'inizio si tratta di una posizione anche facile da assumere, ma il difficile viene dopo qualche minuto.
L'obiettivo é quello di mantenere la posizione per almeno 7 minuti.

All'inizio, quando si comincia a praticare il Mulino a vento, dopo i primi 3 minuti si comincia ad avvertire un diffuso dolore alle spalle o al trapezio, di tutte e due le spalle o anche solo di una. É a questo punto che entrano in gioco la mente e il respiro.
I maestri yoga consigliano di mantenere una respirazione toracica, ma ampia per massaggiare in definitiva l'intero gruppo muscolare interessato dal maggior sforzo, ma qui entra in gioco anche lo Sri Murni e, in particolare, la respirazione del Kunci.

Ho sperimentato in particolare l'efficacia del Kunci come base per mantenere la concentrazione focalizzata sul respiro e sull'energia che consentiva di continuare a mantenere la posizione per molti minuti.

Tante sono le tecniche mentali che possono aiutare a migliorare sempre piú i risultati nel mantenimento di questa posizione.
La mente svolge un ruolo importantissimo perché attraverso la direzione che prendono i nostri pensieri, possiamo o meno deviare la nostra attenzione dal dolore a qualcos'altro e resistere, di conseguenza, maggiormente.

Alcuni esempi:
- concentrarsi sulla respirazione e immaginare che a ogni inspirazione due mani invisibili ci aiutino sempre piú a sostenere in posizione orizzontale le nostre braccia;
- pregare a occhi chiusi. La preghiera, soprattutto se ripetitiva, aiuta a migliorare la concentrazione. In particolare se ci focalizziamo sul significato stesso delle parole e le pronunciamo mentalmente in modo lento, seguendo anche il flusso della respirazione, riusciamo a controllare in maniera piuttosto efficace tutte le contrazioni dei nostri muscoli;
- meditare su un elemento fisico, per esempio il mare, e, in particolare, sul flusso e riflusso delle onde sulla battigia. Visualizzare se stessi in un contesto e in una condizione di estrema pace e tranquillitá ci permette di far passare in secondo piano la geestionen della tensione muscolare che crescere sempre piú.

Altre tecniche sono possibili, ma lascio a ciascuno di voi la cura e l'attenzione di sperimentarle per verificarne la validitá. Ci tengo peró a sottolineare che questa sfida va colta con responsabilitá e buon senso (e qui torna fuori il discorso del M.o Maltese a proposito del non andare nella direzione del dolore): Quando si comincia ad avvertire che le braccia sono soggette a tremori sempre piú accentuati, si deve avere la determinazione di interrompere la posizione.

Come si termina l'esercizio?
Questa é la parte piú importante perché se non si termina correttamente la posizione si puó andare incontro a dolori e a strappi muscolari anche seri.
Quando si decide di terminare l'assunzione di questa posizione del Mulino a vento, si deve procedere IN MANIERA ESTREMAMENTE LENTA a far scendere lateralmente le braccia (che rimangono sempre dritte) fino a portarle lungo i fianchi. Ripeto, tale movimento, svolto nel tempo di molte respirazioni complete, va realizzato in maniera ultra rallentata per dare la possibilitá ai muscoli di distendersi con estrema gradualitá.

Questa modalitá potrá sembrare molto difficile da realizzare, soprattutto se ci troviamo in una condizione di forte dolore o comunque di intenso fastidio ai muscoli delle spalle e del tronco interessati da questo esercizio, perche la tentazione é quella di scendere in fretta con le braccia per far cessare questa sensazione sgradevole.
Eppure l'esperienza, non solo mia, ma di tutti coloro che hanno sempre assunto questa posizione, all'interno di una seduta yoga, suggerisce e consiglia di seguire alla lettera la giusta conclusione, facendosi aiutare dal flusso della respirazione.

Se si riuscirá ad eseguire correttamente tutte le fasi di questa posizione, vi ritroverete, al termine, con solo un minimo indolenzimento che sparirá nel giro di qualche minuto.

Come si raggiungono tempi alti in questa posizione?
Con la gradualitá e la costanza tipiche di tutte le azioni intraprese con un obiettivo ben chiaro e definito.
Cosí come la pratica dello Sri Murni porta buoni risultati se svolta tutti i giorni, cosí la pratica della posizione del Mulino a vento, se realizzata di frequente e aumentando il tempo di mantenimento, ogni volta di circa 20-30 secondi, ci consente di arrivare ben oltre i 7 minuti. Allo stato attuale riesco a mantenerla per 13 minuti, ma non escludo la possibilitá di migliorare questo tempo ulteriormente.

Quali sono i vantaggi?
Dal punto di vista fisico abbiamo un rafforzamento di tutta la muscolatura della parte superiore del corpo.
Dal punto di vista psicologico si rafforza la volontá, la capacitá di resistere intelligentemente al dolore e di fare economia di ogni atomo di forza ed elasticitá del proprio corpo.

Consiglio quindi di abbinare questa semplice, ma intrigante posizione yoga alla pratica dello Sri Murni, per approfondire cosí la conoscenza della respirazione, del controllo della nostra volontá e del nostro corpo.

P.S. Il  consiglio del M.o Maltese ha anche un'altra valenza, questa volta rivolta nello specifico alla resistenza al dolore stesso. Non andare nella direzione del dolore vuol dire anche non focalizzarsi sulla sensazione del dolore (altrimenti questa aumenterá velocemente), ma su qualcosa di totalmente altro, che possa convogliare le energie e la nostra attenzione su elementi potenzianti.

Buono Sri Murni a tutti.
cyberpanc

La metafora dell'albero

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